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Incontri con i ragazzi che devono scegliere l'università

Postato in Tutorato

di Giulio Viola

Presidente 1999/2005 Associazione Ex Alunni Massimo

 

Ormai da diversi anni l’Associazione Ex Alunni, d’intesa con il Padre Rettore e i professori dell’Istituto, organizza incontri di tutorato per i maturandi. L’iniziativa punta a venire incontro ai nostri giovani per le loro esigenze di consiglio e di supporto nella scelta della facoltà universitaria e nell’ingresso nel mondo del lavoro.

E’ stato dunque costituito un gruppo di ex alunni, docenti universitari e professionisti impegnati in diversi campi di attività (medici, giuristi, ingegneri e architetti, economisti, scienziati, imprenditori, esperti del mondo dei media), per individuare per ogni maturando tutori disponibili per un consiglio, una richiesta di informazione, un contatto personale. L’incontro di quest’anno (giovedì 11 febbraio) era stato preceduto dalla raccolta di informazioni sulle preferenze universitarie dei maturandi e tra le richieste dei giovani di incontrare ex alunni che potessero rappresentare le principali professionalità figuravano ai primi posti i dirigenti d’azienda. Ho pertanto aderito all’iniziativa mettendo a disposizione la mia presenza di 20 anni come dirigente della Pirelli e di 15 anni come dirigente Telecom Italia, di cui gran parte trascorsi all’estero, occupandomi sempre di rapporti internazionali.

Davanti ad un folto gruppo di giovani ho illustrato gli aspetti più interessanti di un’attività in campo aziendale, sia in una società privata che pubblica. Siamo entrati nell’era della globalizzazione e dell’internazionalizzazione e, volenti o nolenti con tutti i lati positivi e negativi che comporta la globalizzazione, dobbiamo adeguarci a questa nuova realtà, altrimenti siamo out. Quindi diventa sempre interessante l’opportunità di fare esperienza all’estero per un periodo di lavoro più o meno lungo. Il punto di partenza è la conoscenza delle lingue. Ai miei tempi al Massimo si studiava solo il francese sino al quinto ginnasio, ora si studia l’inglese sino al liceo ma certo non è sufficiente.

Quindi ho consigliato ai giovani di frequentare sin d’ora una scuola specializzata o prendere lezioni private d’inglese. Quali possono essere le strade che portano verso un’esperienza lavorativa all’estero? E’ ovvio che il mondo del business offre maggiori possibilità, entrando in una azienda o in una banca, ma anche il mondo della medicina, della ricerca, della scienza possono portare a esperienze all’estero. Oppure anche l’impiego pubblico: prendiamo il caso del nostro ex alunno Mario Draghi, giàgovernatore della Banca d’Italia, ha iniziato come funzionario della stessa Banca e del Ministero del Tesoro, ha trascorso dieci anni a Washington come rappresentante italiano presso la Banca Mondiale, è rientrato in Italia diventando direttore generale del Tesoro, è andato nuovamente all’estero a Londra per cinque anni come vicepresidente della banca d’investimenti Goldman Sachs e ora è stato nominato presidente della BCE. Le facoltà che portano più facilmente all’estero sono quindi scienze economiche, giurisprudenza, scienze politiche, ma come ho detto prima anche altri indirizzi di studio possono trovare uno sbocco verso l’estero.

Quali sono i lati positivi di una esperienza di lavoro all’estero dal punto di vista formativo ed economico? Anzitutto una grande apertura mentale ancora più necessaria oggigiorno nell’era della globalizzazione. Ma ho anche fatto presente ai giovani che non sono tutte rosee le esperienze all’estero; quando per la prima volta fui inviato all’estero dalla Pirelli (era l’aprile del ’68), arrivammo insieme io e un mio collega, io per seguire il settore cavi elettrici e telefonici, lui il settore degli articoli di gomma, io sono rimasto a New York per dodici anni, il mio collega alla fine del primo anno chiese di rientrare in Italia. Ecco quindi che vi sono anche problemi di adattamento, di famiglia, di scuole, di amici, che devono essere considerati prima di accettare una permanenza all’estero, altrimenti l’esperienza può finire male. Al termine della mia esposizione numerosi sono stati gli interventi dei maturandi ed in particolare se era opportuno iniziare l’università in Italia o all’estero, e se fin dal primo impiego un neolaureato dovesse iniziare il proprio percorso professionale con un esperienza all’estero.

Il mio suggerimento è stato di iniziare con una università italiana per ragioni di lontananza dalla famiglia e dagli amici e per un più facile inserimento nel mondo del lavoro in Italia, per poi aggiungere unmaster all’estero ( ad esempio New York o Londra). Prima di congedarmi dai giovani ho voluto concludere con un’esortazione: rimanete legati dopo la maturità ai Vostri compagni di classe e al Massimo anche partecipando alle iniziative dell’Associazione Ex Alunni. Il senso della vera amicizia e dello spirito di classe sono merito in gran parte dei Padri Gesuiti, e ognuno di voi nella Vostra futura attività professionale quotidiana potrà esprimere attitudini per le quali dobbiamo molto alla formazione ricevuta al Massimo; avrete conferma che i veri amici, quelli ai quali vi rivolgerete anche in futuro per un consiglio o un aiuto saranno i compagni di scuola. Devo confessare di aver trattenuto a stento una certa commozione quando al termine di queste parole i giovani mi hanno indirizzato un forte plauso.